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	<title>storia laceno - Laceno Travel</title>
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	<description>Lago Laceno Vacanze a Laceno montagna, neve, gastronomia e sport</description>
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	<title>storia laceno - Laceno Travel</title>
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		<title>Targa commemorativa per l&#8217;ingegnere Franco Giannoni</title>
		<link>https://lacenotravel.it/storia-dellingegner-franco-giannoni-laceno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Aug 2014 13:56:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Laceno Bello Naturale &#8211; Incoronata Vivolo Targa commemorativa Franco Giannoni &#8220;Laceno – Sabato 22 agosto 2009 alle ore 11,00 &#8211; alla presenza delle autorità del luogo, viene scoperta una targa dedicata all’ing. Franco Giannoni, ingegnere-costruttore, in località Laceno, del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Laceno Bello Naturale &#8211; Incoronata Vivolo</p>
<h2>Targa commemorativa Franco Giannoni</h2>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Laceno – Sabato 22 agosto 2009 alle ore 11,00 &#8211; alla presenza delle autorità del luogo, viene scoperta una targa dedicata all’ing. Franco Giannoni, ingegnere-costruttore, in località Laceno, del Comune di Bagnoli Irpino, presso la Piazzetta del Residence&#8221;<br />
L’intitolazione della piazzetta all’ing. Franco Giannoni è stata fortemente voluta da tutti i residenti del Laceno, oltre che dagli abitanti di Bagnoli Irpino, per i quali l’imprenditore lungimirante era semplicemente “l’ingegnere”.<br />
Si devono a lui la progettazione e la realizzazione degli impianti delle seggiovie e sciovie nonché la realizzazione del complesso residenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivò a Laceno negli anni ’60 dove provvide da subito a redigere un’attenta analisi del territorio, ove attentamente vagliava gli aspetti ambientali, i collegamenti stradali, le possibilità commerciali, il valore socio-economico attraverso cui pose le premesse per l’avvento di una stazione turistico-invernale, l’unica nel mezzogiorno d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Punto di riferimento degli imprenditori locali, negli anni ’90 ha costituito e diretto il Consorzio degli operatori turistici del Laceno.<br />
L’immagine dei signori Franco e Marina Giannoni che, ogni giorno all’imbrunire, passeggiavano percorrendo l’intero giro del lago, è ancora viva in quanti li ricordano con sincera stima e gratitudine.<br />
Ricordo l&#8217;Ing. Franco Giannoni, con il quale spesso mi intrattenevo a conversare, quale uomo di straordinaria cultura. Uomo sensibile, di grande umanità, di generosità spontanea. E&#8217;proverbiale la sua disponibilità assoluta verso tutti,anche nei confronti di coloro che poco condividevano le sue iniziative.<br />
Uomo che ha vissuto l&#8217;esperienza della seconda guerra mondiale; uomo di grande coraggio, uomo di grandi valori che ha saputo esprimere in famiglia e nei luoghi di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Operaio tra gli operai, che trattava da fratelli, sempre il primo ad arrivare sul posto di lavoro al mattino e l&#8217;ultimo ad andar via al calar del sole; imprenditore fra imprenditori, politico fra i politici, amico fra gli amici.<br />
Nel venire qui,a Laceno,portava con sé non solo l&#8217;ampia esperienza imprenditoriale, turistica e dello sport invernale, ma anche e soprattutto l&#8217;amore profondo per la montagna.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altopiano del Laceno lo ha attratto da subito, ispirando in lui un grande progetto: la valorizzazione e la promozione del territorio.<br />
Negli anni &#8217;70, del novecento, dopo un valido studio di alcuni anni, diede vita alla sua iniziativa integrando il turismo estivo con quello invernale, contribuendo, così, alla ripresa dell&#8217;economia locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo intervento è stato per il nostro piccolo paese, come la Fiat per Torino. Circa 50 famiglie, trasferitesi altrove per motivi di lavoro, rientrarono a Bagnoli Irpino trovando occupazione presso gli impianti di seggiovie e nell&#8217;edilizia residenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Laceno è stato per l&#8217;ing. Franco Giannoni un&#8217;amica tenerissima, ha amato il gorgoglio delle sue acque, il profumo della sua terra, dei suoi boschi. Questa terra lo ha aspettato, lo ha chiamato. Lui, l&#8217;ultimo lupo del Rajamagra.<br />
E&#8217; stata una sincera passione, tanto da desiderare di raccogliere qui il suo ultimo respiro in un triste giorno di marzo. Qui, dove l&#8217;erba, i faggi ed i monti lo chiamano per nome.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;arte del carbone in Irpinia: ISTORY OF LACENO</title>
		<link>https://lacenotravel.it/history-of-laceno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2014 16:45:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[antico mestiere]]></category>
		<category><![CDATA[carbonari laceno]]></category>
		<category><![CDATA[Lago Laceno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’arte del carbone in Irpinia. Una volta anche in Irpinia, specialmente a Laceno, erano attivi i carbonai dediti alla produzione del carbone. Con questa nota cercheremo di spiegare con parole semplici i vari procedimenti che venivano utilizzati più di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacenotravel.it/history-of-laceno/">L&#8217;arte del carbone in Irpinia: ISTORY OF LACENO</a> proviene da <a href="https://lacenotravel.it">Laceno Travel</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’arte del carbone in Irpinia.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta anche in Irpinia, specialmente a Laceno, erano attivi i carbonai dediti alla produzione del carbone. Con questa nota cercheremo di spiegare con parole semplici i vari procedimenti che venivano utilizzati più di 60 anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">La trasformazione della legna in carbone vegetale (che oggi si produce industrialmente mediante un processo di distillazione secca) avveniva nelle località boscose, dove il  carbonaio si spostava con tutta la famiglia dall&#8217;inizio della primavera sino ad autunno inoltrato. La prima operazione consisteva nel taglio della legna (in prevalenza faggio, ma anche abete, larice, frassino, castagno, cerro e pino). I carbonai tagliavano gli alberi generalmente nel periodo di luna calante in una parte di bosco loro assegnato rispettando le disposizioni di legge che prevedevano non più che un diradamento delle piante.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la diramatura del legname, questo veniva portato ad una lunghezza di circa un metro e, dopo il tempo necessario all&#8217;essiccazione, trasferito nella ‘piazza da carbone’, una radura che veniva giudicata ideale se già usata in passato (la terra ‘cotta’ garantiva una carbonizzazione migliore). A questo punto si cominciava ad accatastare la legna secondo un preciso disegno. Tale sistemazione richiedeva due giorni di lavoro. Una volta conclusa la posa, la carbonaia assumeva la tipica forma conica con un raggio di base di 2-3 metri e uno stretto camino centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Seguivano altri due giorni di lavoro per coprire la catasta con rami di abete, uno strato di foglie secche e uno strato di terriccio senza sassi ; lo scopo era isolare la legna dall&#8217;aria. A questo punto, aperta una bocca nella carbonaia, si introducevano numerose braci. La carbonaia veniva in questo modo alimentata per quattro o cinque giorni, fino a quando una fiammata nella parte più alta annunciava l’inizio della carbonizzazione, che durava per un’altra decina di giorni. A cottura ultimata iniziava la fase della scarbonizzazione che richiedeva altri due giorni di lavoro. Per prima cosa si doveva raffreddare il carbone con numerose palate di terra. Si procedeva quindi all&#8217;estrazione spegnendo con l’acqua eventuali braci rimaste accese.</p>
<p style="text-align: justify;">La qualità del carbone ottenuto variava a seconda della bravura e dell’esperienza del carbonaio e del legname usato. Infine il carbone veniva insaccato e trasportato per essere venduto. Di questo carbone si faceva uso sia domestico che industriale. Per dare un’idea della fatica del mestiere del carbonaio bisogna considerare che nel corso della carbonizzazione la legna arriva a perdere l’80%<br />
del suo peso. Per cui, per produrre 100 quintali di carbone ne occorrono 500 di legname.</p>
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