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	<title>Bagnoli Irpino - Laceno Travel</title>
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	<description>Lago Laceno Vacanze a Laceno montagna, neve, gastronomia e sport</description>
	<lastBuildDate>Fri, 15 May 2026 21:47:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Bagnoli Irpino - Laceno Travel</title>
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		<title>CHE COSA FARE SE SI INCONTRA UN CINGHIALE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 15:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai negli ultimi anni, con l&#8217;inserimento nell&#8217;habitat di nuove specie di cinghiali molto più prolifici, è usuale incontrarli in gruppi sempre più numerosi. Percorrendo i sentieri del Parco Regionale dei Monti Picentini è abituale trovarli ai margini del bosco&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<p>Ormai negli ultimi anni, con l&#8217;inserimento nell&#8217;habitat di nuove specie di cinghiali molto più prolifici, è usuale incontrarli in gruppi sempre più numerosi. Percorrendo i sentieri del Parco Regionale dei Monti Picentini è abituale trovarli ai margini del bosco o sulle pendici più remote dei  monti come il Monte Magnone.  Ultimamente si avvicinano sempre più spesso ai centri abitati e ai borghi Irpini  in continua ricerca di cibo; tutto questo  è dovuto ad un aumento esponenziale della specie.  Ormai si possono incontrare famigliole di cinghiali lungo le  tipiche strade di campagna, in attraversamento da un campo all&#8217;altro o da un bosco all&#8217;altro. Purtroppo però negli ultimi anni nelle diverse regioni italiane  sono in aumento gli  attacchi agli esseri umani.</p>
<p>I cinghiali in Italia sono tantissimi, anche se non si sa esattamente quanti perché “manca un dato preciso e un piano di gestione territoriale”,</p>
<p>Ecco i consigli da seguire e  come comportarsi in caso di incontri ravvicinati.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>LE REGOLE DA SEGUIRE</strong></p>
<ol>
<li><strong> Documentarsi.</strong>“Nei boschi si va con mille precauzioni. Meglio documentarsi sulla zona che si decide di visitare. Se ci sono boschi di quercia o faggete è probabile che ci siano cinghiali nei dintorni perché vanno ghiotti delle ghiande”.</li>
</ol>
<ol start="2">
<li><strong> Osservare. </strong>“È molto importante stare attenti ai segnali del terreno. Quelli lasciati dai cinghiali sono evidenti. I segni che lasciano scavando col grugno il terreno, le grufolate, sono riconoscibilissimi. Girare con un bastone per smuovere le foglie è utile”.</li>
</ol>
<ol start="3">
<li><strong> Ascoltare.</strong>“Il cinghiale si muove in branco. Ed è molto rumoroso. Più difficile capire da quanti elementi è composto il branco, che spesso preferisce muoversi all&#8217;imbrunire o di notte, quindi fondamentale è sapere che aggirarsi al buio oltre a essere vietato in molte aree è anche più pericoloso”.</li>
</ol>
<ol start="4">
<li><strong> Mantenere la calma.</strong>“Se si è coinvolti in un incontro ravvicinato fondamentale è mantenere la calma. Sembra un consiglio ovvio, ma è la prima regola”.</li>
</ol>
<ol start="5">
<li><strong> Fare rumore.</strong>“Appoggiarsi a un albero e fare rumore per spaventare gli animali. I cinghiali tendono a essere paurosi e a scappare. Un altro elemento, oltre al bastone per fare rumore, che bisogna ricordarsi sempre è un giubbetto ad alta visibilità. Essenziale soprattutto ora che sta per aprirsi la stagione venatoria. Meglio farsi vedere, anche dai cacciatori”.</li>
</ol>
<ol start="6">
<li><strong> Non scappare.</strong>“È inutile. I cinghiali corrono più veloci di noi. Come quasi tutti gli animali selvatici”.</li>
</ol>
<p>Regole in apparenza semplici, ma essenziali per godere del piacere di una scampagnata nei boschi, senza pericoli, ma con intelligenza.</p>
</div>
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		<item>
		<title>Come raggiungere Lago Laceno.</title>
		<link>https://lacenotravel.it/come-raggiungere-lago-laceno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2024 11:10:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnoli Irpino]]></category>
		<category><![CDATA[come arrivare a laceno]]></category>
		<category><![CDATA[indicazioni utili per laceno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Lago Laceno: ecco come raggiungere le piste del Laceno e la località di Lago Laceno e Bagnoli Irpino. Tutte le strade e i percorsi più adatti per arrivare a Laceno. In auto Da Avellino l’altopiano Laceno dista 48 Km, bisogna&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #333333; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 14px;">Lago Laceno: ecco come raggiungere le piste del Laceno e la località di Lago Laceno e Bagnoli Irpino. Tutte le strade e i percorsi più adatti per arrivare a Laceno.</span></h3>
<div>
<p style="text-align: justify;"><strong>In auto</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da <span style="color: #0000ff;"><strong>Avellino</strong></span> l’altopiano Laceno dista 48 Km, bisogna percorrere la Superstrada Ofantina uscire a Montella e proseguire per Bagnoli Irpino.</p>
<p style="text-align: justify;">Da <span style="color: #0000ff;"><strong>Na</strong><strong>poli</strong></span> l’altopiano dista 95 km, bisogna percorrere l’autostrada Napoli-Bari (casello autostradale Avellino-Est) e proseguire sulla Superstrada Ofantina, prendere l’uscita Montella e proseguire  per Bagnoli Irpino.</p>
<p style="text-align: justify;">Da <span style="color: #0000ff;"><strong>Roma</strong></span> l’altopiano dista 280km, bisogna percorrere l’autostrada Roma-Caserta-Bari (casello autostradale Avellino-Est) e proseguire sulla Superstrada Ofantina, prendere l’uscita Montella e proseguire per Bagnoli Irpino.</p>
<p style="text-align: justify;">Da <strong>Bari</strong> l’altopiano dista 250 km, bisogna percorrere l’autostrada Bari- Napoli (casello autostradale Avellino-Est) e proseguire sulla Superstrada Ofantina prendere l’uscita Montella e proseguire per Bagnoli Irpino.</p>
<p style="text-align: justify;">Da <span style="color: #0000ff;"><strong>Foggia</strong></span> l’altopiano dista 160 km, bisogna percorrere l’autostrada Bari- Napoli (casello autostradale Avellino-Est) e proseguire sulla Superstrada Ofantina, prendere l’ uscita Montella e proseguire per Bagnoli Irpino.</p>
<p style="text-align: justify;">Da <span style="color: #0000ff;"><strong>Salerno</strong></span> l’altopiano dista 75 km, bisogna percorrere l’autostrada Salerno-Atripalda, proseguire per la statale Napoli-Avellino, e proseguire sulla Superstrada Ofantina, prendere l’ uscita Montella e proseguire per Bagnoli Irpino.</p>
<p style="text-align: justify;">Da <span style="color: #0000ff;"><strong>Potenza</strong></span> l’altopiano dista 180 km, bisogna percorrere l’autostrada Potenza-Salerno (uscita Contursi) poi proseguire sulla Superstrada Ofantina, prendere l’uscita Montella e proseguire per Bagnoli Irpino.</p>
<p style="text-align: justify;">Da <span style="color: #0000ff;"><strong>Benevento</strong></span> l’altopiano dista 75 km, bisogna percorrere l’autostrada Bari- Napoli (casello autostradale Avellino-Est) e proseguire sulla Superstrada Ofantina, prendere l’uscita Montella e proseguire per Bagnoli Irpino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In autobus</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È possibile raggiungere Bagnoli Irpino anche in autobus, varie le corse che dal capoluogo Avellino, arrivano in paese.</p>
<p style="text-align: justify;">AIR Autoservizi Irpini  Tel.: 0825 20 42 50</p>
<p style="text-align: justify;">Gruppo Di Maio Tel.: 0827 34 117 – 0827 34 991</p>
<p style="text-align: justify;">Bagnoli Irpino dista  90 km dallo scalo aeroportuale di Napoli Capodichino.</p>
<p style="text-align: justify;">
</div>
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		<title>Quel circuito sui monti Picentini: storia irpina di un sogno negato</title>
		<link>https://lacenotravel.it/circuito-a-lago-laceno-storia-irpina-di-un-sogno-negato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2020 15:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnoli Irpino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Federico Lenzi Circuito Laceno Storia dimenticata “Autosprint” nel numero 8 dell’anno 1972 esordisce con un numero speciale che celebra trionfalmente l’affacciarsi dell’Italia nel mondo dei motori. Un lungo reportage passa in rassegna i circuiti in costruzione nella penisola.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Federico Lenzi</p>
<h2>Circuito Laceno Storia dimenticata</h2>
<p style="text-align: justify;">“Autosprint” nel numero 8 dell’anno 1972 esordisce con un numero speciale che celebra trionfalmente l’affacciarsi dell’Italia nel mondo dei motori. Un lungo reportage passa in rassegna i circuiti in costruzione nella penisola. Il titolo recitava: <em>“Giro d’Italia delle novità da Monza a Imola, a Avellino e Bolzano, Varano Melegari, Misano”</em>. Nel “<em>Convegno delle commissioni sportive” </em>svoltosi a Bologna nel 1970 il C.S.A.I. decise la costruzione di nuovi circuiti attraverso la collaborazione delle autorità locali. Era ancora l’Italia lanciata dal boom economico ed i lavori non stentarono ad iniziare.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le parole di Stewart che giudicò Monza troppo pericoloso e inutilmente selettivo, il comune lombardo non esitò ad abbattere ottocentocinquanta alberi, ignorando le polemiche, per dar vita all’autodromo che oggi conosciamo. In quello stesso anno l’ACI, il CSAI e il comune di Modena trovarono l’accordo e iniziarono a realizzare l’odierno autodromo modenese. Nel bolognese partirono i lavori di completamento dell’autodromo di Imola Dino Ferrari, su forte interessamento del sindaco che s’impose sulle polemiche degli azionisti. Nel 1972 anche a San Marino s’iniziava a parlare delle prime corse e in Umbria gli appassionati si mobilitavano  per avere il circuito di Spoleto. Frattanto i lavori del circuito di Misano procedevano spediti e in Puglia veniva pian piano su l’autodromo di Varano Melegari.</p>
<p style="text-align: justify;">In quegli stessi anni il primo circuito di montagna doveva essere a Castel Firmiano, ma i timori della provincia di Bolzano bloccarono sul nascere le aspettative di alcuni facoltosi investitori. Il seco<br />
ndo era, invece, previsto nel sud Italia sull’altopiano Laceno. Qui la storia fu più controversa, infatti i lavori di costruzione intorno al lago iniziarono nel 1971 su volere del sindaco Aulisa e del direttore dell’ACI di Avellino dr.Velotti. La storia di questo circuito con le prime foto dei lavori ce le racconta l’articolo <em>“In Irpinia stanno già costruendo l’autodromo del Laceno”</em> sul numero 25 di “Autosprint” del 1971. Nell’articolo di Sergio Troise viene intervistato il sindaco Aulisa che racconta come costruita la strada turistica, su proposta della scuderia <em>“Irpinia Corse”</em> di Tulimiero si decise di allargare la carreggiata da 8 a 12 metri e di apportare alcune varianti per allontanarsi dalle coste rocciose e dal lago. Il progetto era stato finanziato dall’ANAS con 250 milioni e appaltato alla ditta “Cavaliere”, che realizzò anche terrapieni e gua<br />
rdarail. I lavori avevano avuto anche la benedizione dell’”Ente provinciale per il turismo” e si ipotizzava di coinvolgere lo stabilimento dell’”Alfasud” all’interno del progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sindaco Aulisa caldeggiava fortemente il progetto e nel 1972 assicurò ad <em>“Autosprint”</em> che a Laceno si sarebbe corso, ma l’ACI iniziava a temporeggiare lasciando trapelare numerosi dubbi. Frattanto che le parti procedevano su questo tira e molla, i lavori nella piana continuavano spediti e la vecchia provinciale 368 del Laceno veniva relegata a viabilità di servizio del circuito. Di quella vecchia provinciale oggi se ne vedono alcuni spezzoni nelle viuzze secondarie sopravvissute, come a <em>“ponte scaffa”</em>. L’impianto doveva essere semipermanente: usato tutto l’anno per l’ordinaria viabilità e chiuso per le competizioni automobilistiche. Le pendenze e l’ampiezza del progetto dovevano permettere la realizzazione di entusiasmanti gran premi di Formula 1! Eppure l’ACI frenava sul progetto giudicando la località fuori mano, il circuito molto elevato per i motori (1050mt.) e il tracciato troppo simile a quello di Indianapolis per le altissime velocità (curve da 200km/h). Per questa ragione avevano pensato all’introduzione di due varianti, mai progettate. Nell’indecisione dell’ACI e del CSAI i lavori rimasero fermi a stessi, alcuni tronconi secondari non furono mai completati ed emergono dai documenti del <em>“Portale cartografico italiano</em>”. Per questo motivo nel 1972 <em>“Autosprint”</em> titolò <em>“Osteggiato dal CSAI!”</em> un pezzo sul circuito del Laceno. Lo stesso Enzo Ferrari aveva ventilato l’ipotesi di usare il tracciato avellinese per testare le sue supercar, ma tutto cadde nel dimenticatoio. La miopia dei dirigenti dell’epoca spese milioni per un circuito mai completato, negando all’Irpinia la fama che raggiunsero gli altri tracciati nati in quegli anni!</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi quest’opera è ancora di competenza dell’ACI e destinata alla circolazione dei veicoli. Si estende per 6,5 km all’interno della nuova provinciale 368. Ufficialmente non è un circuito, ma sono tantissimi gli automobilisti che nei momenti meno trafficati della settimana lo usano come tale. La catalogazione di circuito abbandonato datagli dagli appassionati sul web è tristemente corretta: le protezioni ai lati sono inesistenti, se non ridicole, e l’asfalto è una carrellata di rattoppi arrangiati alla meno peggio. Spesso il bestiame salta le staccionate attraversando pericolosamente la carreggiata.</p>
<p style="text-align: justify;">Volendo recuperare la struttura basterebbe ovviare a queste carenze e potenziando l’impianto. Bisognerebbe, poi, portare a termine quell’ultimo lotto di lavori mai realizzato potenziando le vie laterali esistenti (nella figura quelle rosse intorno al tracciato principale) e le bretelle mai costruite (che vediamo nella figura in verde) da potersi utilizzare sia come tracciato alternativo e sia come via per i mezzi di servizio.<br />
Le automobili odierne non hanno problemi di altitudine o di molta potenza su poco peso. L’alta velocità del circuito del Laceno esalterebbe l’assetto con l’impianto frenante, oltre ai riflessi del pilota. Ciò non toglie che si potrebbero sempre realizzare le varianti mai progettate negli anni settanta. La complanare al rettilineo che va dalla stazione di servizio Q8 all’hotel “4camini” potrebbe essere potenziata per alloggiare i camion/container da usare come box durante le manifestazioni motoristiche. Un’altra ottima alternativa per il rettilineo dei box potrebbe essere l’ampia bretella tra la via che devia verso le seggiovie e quella che dalle seggiovie si reimmette nel circuito. Come dimostra il “Giro d’Italia” le tribune possono essere anche ricavate dai camion noleggiati per l’occasione, onde evitare un grande impatto paesaggistico. Il circuito del Laceno potrebbe divenire un impianto semipermanente da progetto come accade annualmente per le manifestazioni motoristiche a Monaco o in altre città italiane. Infine, bisogna precisare che il Laceno è finalmente ben collegato dall’ofantina bis, quindi nel 2015 possiamo ben considerare rimossi gli ostacoli che frenarono la sua realizzazione!</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di lanciarsi in questa avventura si potrebbe iniziare a sondare il terreno riportando le competizioni rally sull’altopiano e puntando sul grande serbatoio di appassionati di auto (storiche, fuoristrada, sportive, tuning) e moto. Qualche anno fa il “1° trofeo supermotard Laceno 2012” ha riempito la piana di centauri per un weekend tra raduni, corse e musica. Tempo fa anche gli appassionati di Harley Davidson della provincia scelsero il Laceno organizzando un grande raduno, frattanto il circuito è abitualmente protagonista del “Trofeo Rolando D’Amore” (inserito nei circuiti per auto stoiche nazionali) della scuderia avellinese “Green Racing Club”. Le Ferrari del club “Testa Rossa” hanno, invece, lasciato la piana verso altre destinazioni da molto tempo. Nonostante l’assenza delle autorità locali, il circuito del Laceno continua ad essere meta di raduni che svaniscono col tempo in assenza di una politica di sostegno e collaborazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa integrità del circuito negli ultimi anni è messa a dura prova dall’avanzare d’ipotesi circa la costruzione di marciapiedi o piste ciclabili che ridurrebbero la sua carreggiata. Nonostante ciò il tracciato viene abitualmente utilizzato dalla “Fiat Chrysler Automotive” per i test-drive dei suoi nuovi modelli. Laceno ha una grande risorsa sotto gli occhi, ma i politici sono troppo impegnati a litigare per vedere le decine di prototipi o appassionati che gli sfrecciano sotto il naso! Vengono spesi soldi per nuove infrastrutture turistiche, ma sono ormai quarantatré anni che il circuito del Laceno è vergognosamente relegato al ruolo di strada provinciale. Mentre tutta l’Irpinia si sforza nell’inventare sagre, puntare su eventi motoristici negli anni venturi sarebbe l’asso nella manica per incrementare il turismo nei weekend. Chi l’ha detto che la svolta per il turismo sul Laceno, non possa essere un’infrastruttura abbandonata sotto gli occhi di tutti?</p>
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		<title>Il caciocavallo&#8230;meglio se impiccato</title>
		<link>https://lacenotravel.it/il-caciocavallo-meglio-se-impiccato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 09:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Escursioni Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caciocavallo Laceno Chi non conosce il Caciocavallo, credo tutti prima o poi abbiamo “avuto a che fare” con questo prodotto della nostra terra, a tavola accompagnato da un vinello rosso, in qualche scampagnata dove non si fa in tempo ad&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Caciocavallo Laceno</p>
<p style="text-align: justify;">Chi non conosce il <strong>Caciocavallo</strong>, credo tutti prima o poi abbiamo “avuto a che fare” con questo prodotto della nostra terra, a tavola accompagnato da un vinello rosso, in qualche scampagnata dove non si fa in tempo ad affettarlo che gli amici già ne reclamano un’altra fetta, negli agriturismi delle terre Irpine dove negli ultimi anni il caciocavallo è divenuto un must nei taglieri della tradizione. La tesi più accreditata sull’origine della denominazione del “caciocavallo” la fa derivare dalla consuetudine di appendere le forme di formaggio, in coppie a cavallo di pertiche di legno, sarà un segno del destino….</p>
<p style="text-align: justify;">Il caciocavallo  viene ricavato solamente da vacche podoliche una tipica razza dell<strong>’Appennino Meridionale</strong>, libere vagano tra i prati dell’entroterra campano, senza costrizioni, munte alla maniera tradizionale. Un avanzato grado di stagionatura  gli conferisce tutt&#8217;una serie di qualità organolettiche: profumi complessi, di pascolo e di macchia nonché una persistenza gustativa inimitabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin qui abbiamo disquisito di questo nobile formaggio dalle radici campane, nozioni ferme, che però perdono la loro rigidità e le loro certezze quando il caciocavallo viene “letteralmente” impiccato. Avviene sempre più spesso negli ultimi anni, basta capitare in qualche sagra dell’alta Irpinia, mi viene in mente quella della <strong>Castagna di Montella</strong>. Qualcuno potrebbe pensare a qualcosa di trucido, di cattivo gusto.  Invece no, ciò che ci appare agli occhi è un trionfo della cucina “povera” contadina, in un misto di fuoco e fiamme ecco la  forma del  caciocavallo arrotondata, sospesa tra cielo e brace, retta da un fil di ferro o in alcuni casi da una catena, per rendere ancor di più l’idea del “sacrifico” caseario che stiamo per pregustare.</p>
<p style="text-align: justify;"> <span style="line-height: 1.5em;">Il formaggio resta li, ciondolando a destra e sinistra, il calore della brace fa il resto sciogliendo la dura pelle in una crema morbida, pian piano inizia a gocciolare sulla brace ardente è in questo momento che interviene il suo “boia” , </span><strong style="line-height: 1.5em;">il contadino</strong><span style="line-height: 1.5em;">, l’esecutore della poesia del palato, con una lama ben affilata recide la parte morbida del caciocavallo che mestamente si va ad adagiare su una fetta di pane che attendeva calda dopo essersi “abbruscata” al caldo del braciere. Ce la passa in silenzio, quasi a dirci con gli occhi “toh, guarda che ti faccio mangiare” ed ha ragione, la nostra espressione stupita nell’assaggiare questa prelibatezza non lo turba più di tanto, ne vede tante durante queste sagre di paese, la sua mano ferma è tornata a fare il suo compito, per regalare un’emozione nuova ad un altro palato.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Accompagniamo il tripudio con un vino rosso dell’irpinia, un <strong>Taurasi</strong> và più che bene.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra pancia è lieta ed anche il nostro spirito, vi consigliamo di spostarvi in Irpinia ad assaggiare questa autentica prelibatezza tutta nostrana.</p>
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		<item>
		<title>LA “CULTURA DEL TARTUFO” PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITA’</title>
		<link>https://lacenotravel.it/la-cultura-del-tartufo-patrimonio-immateriale-dellumanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2016 14:14:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
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		<category><![CDATA[città del tartufo]]></category>
		<category><![CDATA[LA “CULTURA DEL TARTUFO” PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITA’]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio immatyeriale dell'umanità]]></category>
		<category><![CDATA[tartufo in campania]]></category>
		<category><![CDATA[tartufo nero]]></category>
		<category><![CDATA[UNESCO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PRESENTATA LA CANDIDATURA DELLA “CULTURA DEL TARTUFO” A PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITA’ Anche la Campania ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione del dossier di candidatura della “Cultura del Tartufo” nella lista del Patrimonio culturale immateriale UNESCO. L&#8217;incontro istituzionale si è&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://lacenotravel.it/la-cultura-del-tartufo-patrimonio-immateriale-dellumanita/">LA “CULTURA DEL TARTUFO” PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITA’</a> proviene da <a href="https://lacenotravel.it">Laceno Travel</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">PRESENTATA LA CANDIDATURA DELLA “CULTURA DEL TARTUFO” A PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITA’</h2>
<p style="text-align: justify;">Anche la Campania ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione del dossier di candidatura della “Cultura del Tartufo” nella lista del Patrimonio culturale immateriale UNESCO. L&#8217;incontro istituzionale si è svolto a Torino presso la Sala Giunta della Regione Piemonte.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo della candidatura è quello di certificare e formalizzare, difendere e tramandare il “mito del tartufo”, non solo come prodotto della terra dall’inestimabile valore, ma simbolo di una storia di rapporti tra uomo, natura, animale e tradizione.<br />
&#8220;La candidatura del tartufo a patrimonio immateriale Unesco ha un&#8217;importanza rilevante in termini di ampiezza territoriale &#8211; ha sottolineato l&#8217;assessore alla cultura e al turismo della regione Piemonte, Antonella Parigi &#8211; Tredici le regioni coinvolte, che condividono gli stessi valori culturali che sottendono al riconoscimento del tartufo come simbolo di unicità e contemporaneamente di unità nazionale, dal Piemonte alla Sicilia&#8221;.<br />
&#8230; la Campania, terra di ottimo tartufo, risponde PRESENTE!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cittadeltartufo.com/">www.cittadeltartufo.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">La candidatura “CULTURA DEL TARTUFO” PATRIMONIO IMMATERIALE UNESCO  è stata presentata venerdì 23 settembre alle ore 12 presso la Sala Giunta Regionale con la relazione del professore Giancarlo Grimaldi, rettore dell’Università degli Studi di Scienze gastronomiche. Sono intervenuti Stefania Baldinotti, funzionario Mibact,  Antonella Parigi, assessore regionale alla cultura e al turismo, Stefano Colmo,  responsabile delle Relazioni istituzionali di Slow Food e Segretario generale Fondazione Terra Madre, Michele Boscagli, presidente dell’Associazione Città del Tartufo,  Antonio Degiacomi , presidente del Centro Nazionale studi tartufo di Alba e Piercarlo Grimaldi, rettore dell’Università degli Studi di Scienze gastronomiche .</p>
<p style="text-align: justify;">L’Unesco, istituzione internazionale d’eccellenza impegnata nella valorizzazione e preservazione dei patrimoni materiali dell’umanità, ha redatto nel 2003 la prima lista mondiale dei patrimoni culturali orali e immateriali. Essi sono “<em>le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi</em>” (Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, art. 2) e rappresentano un elemento fondamentale distintivo della cultura e dell’identità di una comunità e di un territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">La candidatura negli anni è stata portata avanti dal Centro nazionale studi tartufo che ha sede ad Alba e dall’Associazione nazionale Città del tartufo con due importanti partner scientifici quali l’Università di Scienze gastronomiche e l’Università di Siena. Si è voluto risalire oltre l’intensa promozione commerciale, i testimonial, l’utilizzo del prodotto nella ristorazione di prestigio in tutto il mondo che hanno felicemente caratterizzato gli ultimi anni, contribuendo alla valorizzazione turistica di molte aree in Italia. Si sono volute documentare e analizzare antropologicamente le conoscenze orali e gestuali e le narrazioni intimamente connesse al tartufo attraverso interviste etnografiche raccolte lungo molte regioni italiane, dal Piemonte alla Campania, passando per la Lombardia, la Toscana e l’Umbria negli ultimi venticinque anni, completate dalla ricerca bibliografica e d’archivio. L’obiettivo della candidatura, che prende il nome di Cultura del Tartufo, è quello di certificare e formalizzare, difendere e tramandare il “mito del tartufo”, non solo come frutto dall’inestimabile valore, ma simbolo di una storia di rapporti tra uomo, natura, animale e tradizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla base del fascino del Tartufo c’è la ricerca. Nella notte, in aree boschive, nella segretezza assoluta, uomini preceduti dal loro cane, fendono le brume notturne cercando riferimenti tra le piante alla ricerca di un albero che l’anno precedente ha garantito una raccolta fortunata.</p>
<p style="text-align: justify;">Pratiche e informazioni su luoghi propizi sono spesso tramandate di generazione in generazione verbalmente o al massimo annotate su quaderni o agende assolutamente non divulgabili. Il tartufo è lusso e ristoranti di tendenza, cene memorabili e profumi indescrivibili, ma tanto del suo fascino si perderebbe se non ci fosse la cerca, non la semplice raccolta, come succede per le più comuni specie vegetali.</p>
<p style="text-align: justify;">La cerca è un gesto individuale, vissuto in simbiosi con il cane, è intuito e fortuna, conoscenza della delicata pratica dell’estrazione che avviene con il solo ausilio di uno strumento specifico per tipologia di terreno: in Piemonte si usa un particolare zappino mentre nell’area centro – sud un vanghetto.</p>
<p style="text-align: justify;">La cerca del tartufo è un rito talmente impresso nel genius loci delle sue terre da renderlo parte integrante della cultura più intima del territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca del tartufo: un patrimonio complesso di saperi, di tradizioni, di convenzioni non scritte che nascono come pratica di raccolta per diventare molto di più. Il cercatore ha un rapporto elettivo con il proprio cane, il “suo” bosco, i suoi segreti. Quando il cane inizia a “segnare” un punto specifico, il trifolaio si china, raccoglie la terra, la annusa per verificare se il profumo di tartufo è forte e quindi il tartufo vicino, ma non sfugge un gesto altamente simbolico: la condivisione di un odore ancestrale, il ritorno ad un’epoca in cui il rapporto con la terra era proprio della condizione umana.</p>
<p style="text-align: justify;">“La tradizione della raccolta del tartufo bianco, spontaneo e di libera ricerca, è un prodotto culturale nazionale, lo si fa in tutta Italia, pur con declinazioni tradizionali diverse da luogo a luogo – sottolineano Antonio Degiacomi, presidente del Centro nazionale studi tartufo e Michele Boscagli, presidente dell’Associazione Città del Tartufo -. A partire dalla cultura del tartufo che ci proviene dalla tradizione vorremmo che si rinnovasse e aumentasse la coscienza della necessità di difendere il patrimonio naturale, che assomma piante simbionti, suolo, clima, ambiente idrogeologico e che riguarda istituzioni, proprietari di fondi, cercatori. È un aspetto strategico per il futuro del prodotto e delle terre che lo generano che la candidatura può favorire.”</p>
<p style="text-align: justify;">“La candidatura del tartufo a patrimonio immateriale Unesco ha un’importanza rilevante in termini di ampiezza territoriale. Tredici le regioni coinvolte, che condividono gli stessi valori culturali che sottendono al riconoscimento del tartufo come simbolo di unicità e contemporaneamente di unità nazionale, dal Piemonte alla Sicilia”. Così l’assessore alla cultura e al turismo della regione Piemonte Antonella Parigi, che aggiunge quanto sia “grande la soddisfazione per il contributo messo a disposizione dal territorio piemontese, forte della sua tradizione e dell’attività di ricerca: l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo e la Fiera del tartufo bianco di Alba sono eccellenze internazionali”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Piemonte oltre ad annoverare 4000 cercatori paganti tesserino ha inoltre una rete di tartufaie didattiche o sperimentali disseminate su tutto il territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">“I saperi materiali e immateriali connessi alla raccolta del tartufo costituiscono un complesso patrimonio orale, di gesti e parole che appartengono soprattutto alle generazioni più anziane” spiega Piercarlo Grimaldi, rettore e professore ordinario di Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Scienze gastronomiche.</p>
<p style="text-align: justify;">“Questi saperi oggi a rischio di estinzione, vanno raccolti, archiviati e comunicati al fine di consegnare alle future generazioni queste preziose conoscenze altrimenti destinate all’oblio, al fine di dare nuova energia ad un territorio e ai territori coinvolti ed alla loro gastronomia. A partire da queste considerazioni, L’Università degli Studi di Scienze gastronomiche ha partecipato alla realizzazione del progetto della Candidatura della Cultura del Tartufo quale patrimonio immateriale dell’Umanità, predisponendo un libro ed un filmato che mettono in luce in modo approfondito e cognitivo, la cultura del tartufo” .</p>
<p style="text-align: justify;">Fondamentale l’appoggio di Slow Food che arriva nei giorni di Terra Madre a Torino dalle parole di Stefano Colmo: “Lo sdoganamento della gastronomia e della cultura materiale contadina al pari di quella fino ad oggi considerata ‘alta’ è una sfida per il futuro”.</p>
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		<title>Ciclismo: 1 ^ Cronoscalata &#8220;Marco Pantani&#8221; Montella -Lago Laceno</title>
		<link>https://lacenotravel.it/ciclismo-1-cronoscalata-marco-pantani-montella-lago-laceno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2016 13:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnoli Irpino]]></category>
		<category><![CDATA[bar la lucciola]]></category>
		<category><![CDATA[cronoscalata lago laceno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato  25 giugno si è tenuta la 1° cronoscala &#8220;Marco Pantani&#8221; e ha visto tutti i partecipanti affrontare la salita del Lago Laceno partendo da Montella (presso il santuario di San Francesco), l&#8217;arrivo era previsto davanti il Bar la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sabato  25 giugno si è tenuta la 1° cronoscala &#8220;Marco Pantani&#8221; e ha visto tutti i partecipanti affrontare la salita del Lago Laceno partendo da Montella (presso il santuario di San Francesco), l&#8217;arrivo era previsto davanti il Bar la Lucciola. La partenza della gara è stata alle ore 14.30 anche se il clima non è stato clemente, inizia a piovere ma la gara parte e i ciclisti si lanciano alla conquista dell&#8217;altopiano Laceno. La <b>cronoscalata</b> è una competizione contro il tempo su un percorso in salita, evento tipico nel campo delle corse ciclistiche. La competizione ha visto gli appassionati confrontarsi sulle strade che hanno fatto grande il nostro Marco Pantani. La gara ha impegnato gli appassionati per 15 km su pendenze molto impegnative.</p>
<address>Grazie per le foto all&#8217;amico Christian Vigneri &#8211; Globo Surf</address>

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		<title>Ciclismo, nasce la ASD-Laceno Bike</title>
		<link>https://lacenotravel.it/ciclismo-nasce-la-asd-laceno-bike/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2016 17:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Info bici]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[associazione laceno bike]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; di www.lacenobikepark.it Il 30 giugno 2016 è nata l’ ASD-LACENO BIKE, una nuova associazione sportiva dilettantistica che riunisce numerosi appassionati delle due ruote. L’iniziativa è stata presentata ieri sera a Bagnoli Irpino, presso la sede della Proloco Bagnoli-Laceno. I soci fondatori&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<header>
<pre>di <a href="http://www.lacenobikepark.it/">www.lacenobikepark.it</a></pre>
</header>
<div>
<p style="text-align: justify;">Il 30 giugno 2016 è nata l’ <strong>ASD-LACENO BIKE</strong>, una nuova associazione sportiva dilettantistica che riunisce numerosi appassionati delle due ruote. L’iniziativa è stata presentata ieri sera a Bagnoli Irpino, presso la sede della Proloco Bagnoli-Laceno. I soci fondatori sono 21 amici, tutti legati dalla stessa forte passione verso la bici ed il proprio territorio. L’assemblea ha eletto il direttivo con età media di circa 25 anni. Come Presidente, all’unanimità, è stato nominato <strong>Giorgio FASULO</strong>, Vice-Presidente<strong>Alessandro PRONISIO</strong> e Segretario <strong>Tesoriere Francesco GATTA</strong>; tutti e tre sono grandi appassionati del Laceno e amanti in particolar modo della mountain bike.</p>
<h5 style="text-align: justify;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-5105 alignnone" src="https://lacenotravel.it/wp-content/uploads/2020/07/Laceno-Rental-E-Bike-4.jpg" alt="associazione laceno bike" width="300" height="168" /></h5>
<h5 style="text-align: justify;">Lo scopo dell’associazione</h5>
<p style="text-align: justify;">Laceno Bike risponde all’esigenza di creare un organismo competente sul territorio, punto di riferimento per tutti i bikers campani, capace di fare sinergia con le altre associazioni che operano in questo settore. L’ASD si prefigge il compito di portare avanti il “progetto delle due ruote” in tutte quelle direzioni che si stanno delineando per questo sport in forte crescita negli ultimi anni. Uno degli obbiettivi dei promotori è quello di predisporre una serie di linee guida per gli eventi ciclistici amatoriali da programmare nei prossimi mesi a Laceno: tesseramenti, assicurazioni, rapporti con le istituzioni e tanto altro, con l’impegno di dar vita ad iniziative adeguate e molto qualificate. Altro fine, non secondario, è quello di preparare nuove figure professionali in modo da soddisfare le diverse esigenze degli utenti della bici. Sicuramente all’interno dell’associazione saranno formate delle <strong>Guide di Mountain Bike </strong>riconosciute a livello nazionale, figure che racchiudono in se le straordinarie potenzialità professionali proprie di un settore turistico che è in continua crescita. Lo sviluppo del “progetto delle due ruote” determinerà un impatto positivo anche nei confronti di quelle numerose strutture che operano nel comparto del turismo, che oggi sono in difficoltà in quanto la loro attività è essenzialmente legata agli sport invernali.</p>
</div>
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		<item>
		<title>Alla scoperta del Laceno, DALLE VISCERE ALLA VETTA</title>
		<link>https://lacenotravel.it/alla-scoperta-del-laceno-dalle-viscere-alla-vetta-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 22:59:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[altopiano laceno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Ringraziamo il nostro amico Adriano Nicastro per il video che ha girato  interamente a Laceno  e che ci  mostra con l’aiuto della telecamera un territorio ricco di natura e paesaggi. Con il suo occhio attento ci racconta in profondità le&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>				&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziamo il nostro amico<a href="https://www.youtube.com/channel/UCawzZ_wACxw4BZHA6aevC9w"> Adriano Nicastro</a> per il video che ha girato  interamente a Laceno  e che ci  mostra con l’aiuto della telecamera un territorio ricco di natura e paesaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il suo occhio attento ci racconta in profondità le bellezze del Laceno,da una visuale totalmente diversa.  Il Lago, i monti del Cervialto, del Raiamagra e del Piscacca,  corsi d’acqua come la Fiumara di Tannera, le grotte del Caliendo e di Strazzatrippa e l’eremo di San Pantaleone rendono il video una scoperta continua.</p>
<p><iframe title="Dalle Viscere alla Vetta (Laceno)" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/_avoT9UjQVI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_avoT9UjQVI">DALLE VISCERE ALLA TERRA </a>		</p>
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		<item>
		<title>Non solo neve, ecco Il cicloturismo in 30 km di tracciato: nasce il “Laceno Bike Park”</title>
		<link>https://lacenotravel.it/non-solo-neve-ecco-il-cicloturismo-in-30-km-di-tracciato-nasce-il-laceno-bike-park/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2016 20:37:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi del mese a Laceno]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[conferenza stampa avellino]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza stampa laceno bike park]]></category>
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		<category><![CDATA[parco regionale dei monti picentini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; da www.orticalab.it Presentato il progetto realizzato grazie ai fondi messi a disposizione del “Pirap”. Il sindaco di Bagnoli, Nigro: «E’ la volta buona che diventerà il polo turistico di tutta la regione». L’onorevole De Mita: «Siamo bravi a inaugurare&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<pre style="text-align: justify;"><span style="font-size: 1em; line-height: 1.5em;">da</span><a style="font-size: 1em; line-height: 1.5em;" href="http://www.orticalab.it/"> www.orticalab.it</a></pre>
<div style="text-align: justify;">
<h6 style="text-align: justify;">Presentato il progetto realizzato grazie ai fondi messi a disposizione del “Pirap”. Il sindaco di Bagnoli, Nigro: «E’ la volta buona che diventerà il polo turistico di tutta la regione». L’onorevole De Mita: «Siamo bravi a inaugurare ma non a celebrare anniversari. La vera sfida sta nella gestione dei servizi»</h6>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://lacenotravel.it/estate/arton43408-ffcd1/" rel="attachment wp-att-4305" data-slb-group="4304" data-slb-active="1" data-slb-internal="4305"><img decoding="async" class="alignleft" src="https://lacenotravel.it/wp-content/uploads/2016/05/inaugurazione-bike-park.jpg" alt="conferenza stampa bike park laceno" width="562" height="349" /></a>Percorsi cicloturistici per mountain bike su sentieri già esistenti, per uno sviluppo complessivo di circa trenta chilometri. E’ stato inaugurato il “Laceno Bike Park”, progetto realizzato nel territorio comunale di Bagnoli Irpino in località Laceno, dal Parco Regionale dei Monti Picentini grazie ai fondi messi a disposizione dal “Pirap” – Progetto Integrato Rurale per le Aree Protette – a valere sulla Misura 227 del PSR Campania 2007/2013.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervento ha previsto, in particolare, il recupero di quattro sentieri montani – San Pantaleone, Santa Nesta, Fontana di Songiovanni e Piana dei Vaccari – e l’adeguamento della strada forestale che andando da Colle Molella a Colle Leone per una lunghezza di 11 km, funge da raccordo ai quattro sentieri citati.</p>
<p style="text-align: justify;">I percorsi soddisfano le esigenze di tutti gli sportivi, dagli utenti più piccoli, alle famiglie, ai cicloescursionisti più esperti. Oltre ai sentieri è stata attrezzata un’area di sosta – Picnic Bike Area – in località Piana dei Vaccari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “Laceno Bike Park” è stato presentato presso il Circolo della stampa di Avellino. «Laceno è neve ma non solo – ha detto il Sindaco di Bagnoli <strong>Filippo Nigro</strong> &#8211; è anche cicloturismo, sport, equitazione, escursionismo, enogastronomia. Sono fiducioso che questa è la volta buona che diventerà il polo turistico di tutta la regione».</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto interessa un luogo dall’elevata valenza ambientale, naturale e paesaggistica, elementi distintivi di questa parte di territorio definito “Verde Irpinia”. La “mission” è stata quella di ampliare e diversificare l’offerta turistica dell’altopiano del Laceno, attualmente limitata solo alla pratica di sport invernali e al turismo ambientale occasionale, con la creazione di un attrattore turistico “nuovo”.</p>
<p style="text-align: justify;">«Questa è una parte importante di un progetto reale per il Laceno – ha spiegato il consigliere regionale Uds, <strong>Maurizio Petracca</strong> &#8211; Quell’area ha potenzialità enormi e questo è solo il punto di partenza».</p>
<p style="text-align: justify;">Le conclusioni sono state affidate all’onorevole <strong>Giuseppe De Mita</strong>: «Siamo sempre stati abituati a pensare al Laceno come polo attrattivo invernale e luogo per andare a mangiare di tanto in tanto. Invece le opportunità sono enormi e si possono “sfruttare” 365 giorni l’anno. La questione vera, però, è un’altra, siamo troppo abituati a celebrare le inaugurazioni e meno gli anniversari. Il tema fondamentale oggi è la gestione dei servizi dell’area. Sarà necessario anche alzare l’asticella e, perché no, immaginare anche servizi a pagamento».</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto intende ridurre la stagionalità intrinseca della fruizione sciistica dell’altopiano, soddisfacendo l’esigenza di un nuovo mercato turistico, in fase crescente, rappresentato dagli appassionati di MTB. I tracciati, nello specifico, prevedono i susseguirsi di rettilinei, curve, tornanti, discese e salite, da percorrere in mountain bike attraverso suggestivi paesaggi composti dall’alternarsi di boschi secolari di faggio, radure e pianori, lungo le creste e versanti della montagna. Le discipline per ora praticabili sono il corss country e l’all mountain, con l’obiettivo di ampliare al più presto l’offerta sportiva con le ulteriori categorie del mountain biking: enduro downhill e freeride.</p>
</div>
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		<item>
		<title>Laceno Bike Park: Video girato dall’alto &#8211; SENTIERI LACENO</title>
		<link>https://lacenotravel.it/video-girato-alto-bike-park-sentieri-laceno-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 10:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi del mese a Laceno]]></category>
		<category><![CDATA[Info bici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Laceno Bike Park Questo è uno dei primi video girato dall’alto che ci aiuta a capire il fantastico paesaggio in cui è immerso il Bike Park  Laceno. Inserito in una natura incontaminata, permette di vivere a pieno il brivido dell’avventura.&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Laceno Bike Park</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è uno dei primi video girato dall’alto che ci aiuta a capire il fantastico paesaggio in cui è immerso il <strong>Bike Park  Laceno</strong>. Inserito in una natura incontaminata, permette di vivere a pieno il brivido dell’avventura. I percorsi  si alternano tra salite e discese, dove per il momento non è possibile praticare discipline come il Free Ride / Enduro / Downhill.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo del bike park è avvicinare  gli appassionati  della natura e della montagna alle due ruote, coinvolgendo <strong>tutta la famiglia</strong>. Ci sono percorsi come nella piana dell’Acernese adatti a tutti, diverse sono le  aree attrezzate per la sosta e per consumare un pic-nic dopo l’uscita in mountain bike.</p>
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https://vimeo.com/147023008
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<p>L'articolo <a href="https://lacenotravel.it/video-girato-alto-bike-park-sentieri-laceno-2/">Laceno Bike Park: Video girato dall’alto &#8211; SENTIERI LACENO</a> proviene da <a href="https://lacenotravel.it">Laceno Travel</a>.</p>
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